Itinerari artistici e culturali

Palazzi a Cingoli
Porte a Cingoli
Fonti a Cingoli
Chiese a Cingoli

Le chiese

Arte e Cultura italiana a Cingoli

Per coloro che vogliono fare un tuffo nella storia e nell'arte, tappa obbligatoria è la piazza principale del centro storico di Cingoli dove è situato il Museo Archeologico Statale che conserva importanti reperti, i più antichi dei quali sono risalenti al Paleolitico Inferiore e molti di essi appartengono all'età del bronzo; non mancano poi reliquie dell'epoca romana.

Ancora, appena fuori porta Pia, sono visitabili il santuario di Santa Sperandia risalente al XIII secolo che conserva le spoglie dell'omonima santa e la Collegiata di S. Esuperanzio del XII secolo.

Borgo artistico nel centro Italia

In città si possono ammirare numerose cattedrali come quella di Santa Maria Assunta, ubicata sul lato occidentale della piazza centrale di Cingoli, costruita nel 1615 sopra le macerie della piccola chiesa di S. Salvatore su delega dell'architetto Antonio Passari di Pergola; la caratteristica di questo edificio di culto è rappresentata dalla sua struttura: essa si presenta in unica aula con tre absidi poligonali; nella sua sagrestia sono conservati il trittico raffigurante i Santi Nicola, Andrea e Lucia attribuito a Zanino di Pietro, il dipinto della “Vergine col bambino in trono e i santi Caterina d'Alessandria, Pietro, Esuperanzio e Bonfilio” attribuito a Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro, “Le nozze mistiche di Santa Caterina d'Alessandria” e “San Tommaso d'Aquino” attribuite a Fanelli.

Madonna del rosario di Lorenzo Lotto

Nel piazzale Mestica si trova, invece, la chiesa di San Domenico di Guzman, costruita nel 1325, ma avente aspetto tardo-barocco a ragione del settecentesco intervento di ricostruzione integrale effettuato su disegno degli architetti Arcangelo e Andrea Vici di Arcevia.

L'opera pittorica di maggiore rilievo contenuta all'interno di San Domenico, e ubicata nell'altare principale, è la “Madonna del Rosario e Santi”, pala dalle dimensioni di 384 X 264 cm, datata al 1539 e autografata da Lorenzo Lotto. Altre importanti pitture, tra cui molti dipinti del cingolano Donatello Stefanucci (1896-1987), ereditate da acquisizioni e lasciti, sono conservate nella Pinacoteca situata nel palazzo dell'ex Seminario Vescovile, costruito accanto a San Domenico nel 1780.

Una delle principali ricchezze di Cingoli è considerata senz'altro la chiesa di San Filippo Neri, sia per la sua straordinaria architettura che per le opere di rilievo conservate al suo interno: la sua facciata in pietra si presenta ornata da un portale romanico e da due piccole monofore laterali, mentre internamente offre la spettacolare visione di un soffitto decorato da affreschi e stucchi in stile barocco, nonché ragguardevoli opere pittoriche realizzate da artisti quali il Calandrucci, il Maratta, il Marini e il Fanelli e, dulcis in fundo, il Cignani.

Appena fuori dal centro abitato sorge il priorato di San Esuperanzio, le cui origini risalgono almeno al 1139; dalla seconda metà del XIII secolo l'edificio subì un ampliamento e gli fu attribuito un ruolo preminente rispetto alle altre chiese presenti nel territorio in quanto monumento dedicato al patrono della città.

Monumenti e bellezze architettoniche italiane

La chiesa fu edificata con la pietra arenaria locale, secondo i canoni romanico-gotici e presenta al suo interno un'unica navata; è particolarmente rilevante il suo portale ornato da una lunetta in altorilievo in cui vi è la raffigurazione del vescovo Esuperanzio; inoltre, al suo interno, oltre agli affreschi rinascimentali, ad un polittico di Antonio da Pesaro e ad una tela di Sebastiano del Piombo, è conservata una pietra arenaria sulla quale è scolpito un sigillo tondo, valutato come il più antico sigillo di Fonte Avellana finora conosciuto.

Ancora, dedicata al patrono della città è la collegiata di San Esuperanzio ed è considerato monumento più importante di Cingoli: l'edificio è costruito in pietra arenaria e brecciate rosa in stile romanico- gotico; al suo interno, il presbiterio rialzato è stato costruito in modo tale da ricavarne una cripta atta a conservare le reliquie del santo.

La chiesa di Sant'Esuperanzio

La chiesa di San Francesco è il più grande edificio sacro presente nel comune di Cingoli; eretta nel 1225, fu spesso sede di Capitoli provinciali dei frati conventuali e soprattutto alla fine del XVI secolo, a ragione della sua capienza, fu scelta dal comune per ospitare le funzioni maggiormente affollate, come le prediche quaresimali. Poiché l'edificio fu ristrutturato durante il settecento, della originaria struttura romanica non resta che parte delle pareti, il campanile e il portale, quest'ultimo attribuito al maestro Giacomo da Cingoli, e conserva al suo interno un crocifisso ligneo del XVI secolo.

Un'altra antica chiesa, tra le varie presenti nel comune di Cingoli, è quella di Santa Caterina costruita alcuni anni dopo il contiguo ospedale dello Spineto del 1217; ristrutturata nel XIII secolo, la chiesa ha pianta circolare e custodisce al suo interno magnifiche cantorie intagliate e dorate.

La chiesa di Santa Sperandia, che pure conserva le spoglie della Santa, monaca benedettina nata a Gubbio ma vissuta e spirata a Cingoli nel 1276, fu invece ricostruita più volte a partire dal XIII secolo. Caratterizzata da un cortile fiancheggiato da alti muri che conducono al vestibolo della chiesa, Santa Sperandia conserva al suo interno importanti dipinti quali “Il miracolo delle ciliegie” e la “Raffigurazione delle quattro virtù” di Pier Simone Fanelli e un Crocifissione.

Interno della chiesa di Sant'Esuperanzio

San Nicolò fu eretta, invece, come chiesa “supplementare” a San Esuperanzio, poiché quest'ultima, benché fosse l'edificio sacro più importante della città in quanto dedicato al Santo patrono, era stata costruita fuori dalle mura ed era dunque di difficile accesso ai cingolani, soprattutto durante i mesi invernali. Nella seconda metà del XVI secolo furono eseguiti interventi di restauro sulla sua facciata che portarono alla sostituzione del portone originario con quello attuale, precedentemente collocato sulla parete destra della chiesa di San Esuperanzio; tale rifacimento fu operato su commissione della nobile famiglia cingolana dei Venanzi, alla quale apparteneva lo stemma, purtroppo danneggiato, che si scorge tra il rosone e il portale. All'interno dell'edificio è conservato un antico altare in pietra che nel 1955 fu prelevato dall'abbandonata chiesa di San Paterniano, situata nei pressi della porta dello Spineto.

Risalente al 1364 è il Monastero del Santo Spirito, accanto al quale, nel 1634, fu costruita l'omonima chiesa caratterizzata da un interno decorato di stucchi in oro zecchino; le pale, che inizialmente addobbavano l'altare, sono oggi conservate nella Pinacoteca Nazionale di Cingoli.

Palazzi a Cingoli
Porte a Cingoli
Fonti a Cingoli
Chiese a Cingoli

Le fonti

Interno della chiesa di Sant'Esuperanzio

Altro monumento di Cingoli è La Fontana del Maltempo, citata come tale già dal 1513; la sua forma attuale, opera della bottega dei Lombardi, allievi del Sansovino, è dovuta al restauro del 1568. Fu detta “del maltempo” perché l'acqua sgorgava copiosamente solo dopo forti rovesci di pioggia; sulla fontana compare un bassorilievo raffigurante un cervo ai piedi di un tasso, e tale motivo è un indubbio richiamo allo stemma comunale, già individuato precedentemente sulla medaglia apocrifa di Labieno.

Del 1525 è la Fonte di San Esuperanzio, costruita come lavatoio pubblico durante il governatorato del cardinale Egidio Canisio da Viterbo, per opera di Antonio e Jacopo Lombardo. La sua struttura è composta da tre arcate a tutto sesto poggianti su solide colonne di arenaria realizzate in stile romanico, sopra le quali vi è incisa un'epigrafe a celebrazione del suo edificio; accanto all'iscrizione sorgevano originariamente quattro stemmi dei quali solo il primo, quello comunale, si è conservato integro.

Avvolta nella leggenda è la storia della Fonte Giulia, che sorse nel punto esatto in cui Giulio Cesare, giunto in visita nella città, avrebbe lasciato abbeverare la propria cavalcatura. I cingolani denominarono la sorgente “Fonte Tonda” a ragione della sua caratteristica costruzione circolare.

Palazzi a Cingoli
Porte a Cingoli
Fonti a Cingoli
Chiese a Cingoli

Le porte

Interno della chiesa di Sant'Esuperanzio

Popolarmente chiamata Porta Pia, Porta Pianà fu costruita nel 1835 in onore di Pio VIII, su progetto dell'architetto Ireneo Aleandri a sostituzione dell'antica porta romana “Montana” che si apriva tra i due torrioni, dei quali è sopravvissuto alla demolizione soltanto quello destro.

Porta dello Spineto è la più antica porta di Cingoli, che delle antiche origini medievali conserva gli stipiti lungo i quali si distinguono alcuni blocchi di epoca romana.

Palazzi a Cingoli
Porte a Cingoli
Fonti a Cingoli
Chiese a Cingoli

I palazzi

Il Palazzo Comunale fu eretto sulla sommità del colle di Cingoli a partire dal XII e XIII secolo, periodo al quale risalgono le strutture più antiche dell'edificio. Della costruzione originaria oggi restano la base della torre campanaria e la base muraria alla quale è sovrapposto il prospetto poggiato su otto pilastri, costruito nel 1530 per volere del cardinale Egidio Canisio da Viterbo; intorno al XVII secolo, gli stemmi papali che ne ornavano la facciata furono rimossi in seguito alla perniciosa caduta di uno di questi; nella seconda metà del XVIII secolo, una società di comproprietari del palazzo fu autorizzata a edificare una struttura da adibire a teatro sul suolo contiguo a quello del comune: i lavori cominciarono nel 1777 e l'opera realizzata fu dedicata a Giuseppe Verdi; il teatro Verdi fu smantellato nel 1936 e lo stesso spazio diventò la sala Verdi, ovvero la sala del consiglio comunale.

Interno della chiesa di Sant'Esuperanzio

La torre campanaria fu edificata e ristrutturata in diversi periodi, come attestato da un ritratto del palazzo realizzato da Lorenzo Lotto in cui essa non compare: fu innalzata intorno al 1539 e successivamente sopraelevata; l'orologio pubblico che l'adorna fu forgiato nel 1482 per opera di mastro Antonio da Milano; dopo il 1650 fu posta sulla facciata una statua di bronzo della Madonna di Loreto.

Attualmente il Palazzo Comunale ospita la sede del Museo Archeologico Statale, che conserva preziosi reperti di diverse epoche storiche.

Nato dalla fusione di due abitazioni nobiliari, quella di Luzio Bernardi, acquistata da Giulio Cesare Castiglioni nel 1639, e la contigua di Bonifazio Giulioni, il Palazzo Castiglioni presenta una particolare configurazione per cui le due strutture, benché unite, restano distinte in due unità abitative con portoni gemelli e tale caratteristiche è maggiormente accentuata nell'ambiente interno, articolato in falsi piani, scale e dislivelli. I muri interni del palazzo sono ornati di affreschi e particolarmente interessante sono un camino rinascimentale fregiato da un'epigrafe che riporta il motto e lo stemma della famiglia Maria, e il “Salone della musica” il cui soffitto è decorato da cinque cupolini ottagonali e quattro pentagonali. La facciata, su cui si schiudono finestre in travertino, fu rimaneggiata nel 1852 per volontà di Filippo Castiglioni, che commissionò l'aggiunta di un balcone in ferro battuto, di due portoni a bugne e del cornicione in terracotta.

Di origine cinquecentesca è il Palazzo Puccetti, acquistato intorno al 1680 da Bartolomeo Puccetti e restaurato nella forma attuale dal figlio Pio Giovanni. Caratteristico di questo edificio è il portale, uno dei più imponenti che si possano ammirare nel cingolano, fiancheggiato da due telamoni settecenteschi e che conduce ad un ampio vestibolo e ad un grazioso e raro esempio di giardino pensile arredato di nicchie e statue.

Il Cassero sorse nel 1326 come fortezza comunale a difesa e a controllo della città, fu ristrutturato e adibito a casa del podestà nel 1446 e a carcere nel 1820. Recenti lavori di restauro hanno portato alla luce affreschi e frammenti di vasellame di epoca medievale e rinascimentale.

Agriturismo nelle MarcheGuest House Marche Italy