Tradizioni e manifestazioni a Cingoli

Cingoli 1848

Rievocazione storica a Cingoli

Dal 10 al 14 Agosto di ogni anno Cingoli si accinge a rievocare i violenti moti popolari che attraversarono l'Europa nel 1848; il riferimento a tale data diventa occasione per riproporre gli usi e i costumi della Cingoli ottocentesca. Questa suggestiva manifestazione, nata nel 1987 e giunta alla sua XX edizione, ha visto l'avvicendarsi di numerose iniziative volte a far scoprire gli aspetti della locale vita borghese e rurale e, fino ad oggi, ha sempre richiamato un vastissimo ed entusiasta pubblico. I festeggiamenti hanno come attrattiva principale il tradizionale gioco del Pallone a Bracciale, che ebbe particolare successo proprio in tale periodo: come si ricorderà, i giocatori indossavano le divise con i colori dei terzieri in cui fu diviso il territorio di Cingoli nel XIV secolo.

Altre affascinanti iniziative che caratterizzano la manifestazione di Cingoli 1848 sono le sfilate di biancheria intima d'epoca; la “lavanda dei panni” presso la fonte di San Esuperanzio, il Palio del Bue, la corsa a cavallo, il corteo storico in abiti ottocenteschi che partendo dai Viali Valentini sfila verso Porta Piana e, infine, il conclusivo ballo serale in costume, il cui repertorio spazia dai valzer, alle polke e quadriglie.

Festa di San Esuperanzio

E' la festa del Santo Patrono di Cingoli e viene celebrata annualmente, durante il mese di Luglio. Oltre alle funzioni religiose che si svolgono durante la giornata, alla sera, nel centro storico della città, si possono gustare ottimi prodotti tipici presso gli svariati stand gastronomici che vengono allestiti per l'occasione.

Fiera “dei morti”

E' una grande fiera allestita lungo le strade e nelle piazze principali della cittadina: la Fiera dei morti deve il suo nome al fatto che la manifestazione si tiene il 2 Novembre, ovvero nella giornata di commemorazione dei defunti.

La buona tavola

Chi pe' u focu, chi pe' 'a legna, pe' magnà tutti se 'ngegna”

Nei ristoranti e nelle aziende agrituristiche di Cingoli è possibile degustare e riscoprire gli ottimi prodotti gastronomici tradizionali di questa terra.

I salumi

Conosciuti ovunque per la loro squisitezza sono gli insaccati come il salame di fegato, il salame lardellato e il Ciaùscolo, tipico prodotto marchigiano soprattutto nella zona dei Monti Sibillini, che ha come particolarità il fatto di essere un salame spalmabile composto da polpa e grasso di maiale, insaporito con spezie quali pepe nero, aglio e vino cotto.

Primi Piatti

Tra i primi piatti spiccano per la loro bontà i Cargiù con il sugo di papera, altrimenti conosciuti come Vincisgrassi ovvero, i ravioli di ricotta, e la polenta lavorata nel paiolo di rame e condita con la papera in umido o con cavolfiore e salsicce. Ottime sono poi le Pecianelle, grossi spaghetti lievitati e conditi con il pomodoro, tipici della zona di Ancona.

Secondi Piatti

Non da meno sono i secondi piatti costituiti, ad esempio, dagli arrosti di oca, agnello che vengono cotti nei forni a legna, oppure il coniglio in porchetta e l'oca in salmì.

I sedani al forno, conditi con listarelle di prosciutto cotto e ragù di carne assieme alle melanzane al rosmarino sono alcune tra le pietanze tipiche cingolane semplici e molto gustose e assieme a queste, i gamberi di fiume.

Il Pane

Tra i vari tipi di pane è ottimo da degustare quello casereccio cotto nei forni a legna, usato per i crostini al tartufo; squisita è anche la bruschetta condita con olio d'oliva, aglio e pepe oppure con pomodori e verdure varie che deve la sua rinomanza alla già nota qualità dell'olio con cui viene preparata.

Molto diffusa è la Crescia, con cui si indica un tipo di focaccia simile alla piada romagnola; nell'anconetano, la crescia si prepara con la pasta del pane cotta sulla griglia o sotto la brace e poi condita con erbe di campo, oppure con salumi quali la lonza, il salame o il prosciutto; nella zona di Macerata, la crescia somiglia più alla schiacciata toscana e si condisce con olio, sale, cipolla e rosmarino.

I Dolci

Tra i dolci sono molto famosi i Cavallucci, tipici del cingolano, che vengono preparati in inverno soprattutto durante le feste natalizie. Dolce diffuso anche in altre zone contigue dell'Italia sotto vari nomi e in altre varianti, è la cicerchiata costituita da palline di pasta a base di farina, zucchero, uova e burro, che vengono fritte e poi ricoperte di miele. Ancora, pur essendo un dolce pasquale, il Serpe è reperibile tutto l'anno ed è considerato il dolce più conosciuto della zona: esso viene fatto con pasta di mandorle disposta a forma di serpente e, originariamente, veniva preparato dalle monache di clausura ed era destinato ai cresimandi come omaggio dei loro padrini.

I Vini e i Liquori

Tra i vini DOC delle Marche troviamo la Lacrima di Morro d'Alba, vino dal colore rosso rubino e di sapore morbido di medio corpo, prodotto soprattutto nella provincia di Ancona.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è il più noto vino bianco marchigiano a Denominazione di Origine Controllata, la cui produzione è consentita nelle province di Ancona e Macerata.

Un ottimo vino da dessert prodotto nella provincia di Macerata è la Vernaccia di Serrapetrona, considerato come uno dei pochi spumanti rossi italiani.

Un liquore tipico marchigiano è l'Anisetta, bevanda a base di anice verde che si ottiene dalla lavorazione dell'aniciato, ovvero dall'addizione di semi di anice all'alcol distillato, e che fu prodotto per la prima volta nel 1870 ad Ascoli Piceno da Silvio Meletti.

Ancora, un liquore simile all'Anisetta ma di gusto secco, è il Mistrà, ottenuto per distillazione di alcol di vino e aromatizzato all'anice, di cui è stata realizzata una versione commerciale per opera della storica azienda Varnelli.

Infine, molto conosciuta è la caratteristica Sapa, ovvero il decotto di mosto d'uva.

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